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Mi avvicino ad un mondo "privilegiato", quello della tastiera che imprime e lascia una seppure futile traccia di me attraverso un pc con pensieri-concetti-sensazioni-emozioni. Nel mio caso c'è da chiedersi se è il tempo che ci cambia o....ma a quanto pare il tempo è "fermo" o almeno è sempre lo stesso, siamo noi che passiamo davanti a questa meravigliosa e sconcertante realtà, siamo noi che camminiamo attraverso il tempo, percorrendo un viaggio avventuroso e ancora siamo noi che decidiamo se cogliere i frutti che ci offre con generosità e ricambiare con gratitudine!
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domenica 11 gennaio 2009

Da dove nascono le emozioni?



Bella domanda, vero? Le emozioni nascono dal cuore o dal cervello? Esiste una memoria emotiva o si tratta di fantascienza? Chissà se esiste un'intelligenza emotiva oltre quella intellettiva che regola i processi cognitivi e che gli addetti ai lavori classificano attraverso test e punteggi del famoso Q.I.

Se dovessimo intervistare un poeta o uno scrittore romantico, probabilmente ci direbbero che le emozioni nascono dal cuore, inteso non come entità o organo cardiaco propriamente detto, ma come metafora da dove sgorgano e crescono emozioni-sentimenti-sensazioni, tutte percezioni legate al percepire la gioia, la paura, la rabbia, la felicità, il disgusto, la tristezza e tanto altro ancora...

Se invece interroghiamo uno scienziato o più semplicemente rivolgiamo la stessa domanda ad un medico ci dirà senza perdersi in preamboli che le emozioni "nascono" dal cervello!

Complicando un po' il discorso...questi bellissimi processi che accompagnano la nostra vita, la condizionano e la caratterizzano, sono legati alle funzioni di una regione del cervello che si chiama Amigdala e che allo stesso tempo regola le risposte emotive e la memorizzazione degli eventi legati alle emozioni, qui risiede la Memoria emotiva. Il nome Amigdala deriva dal latino amygdala, che significa mandorla, ed in effetti la sua forma ricorda vagamente la forma della mandorla.Naturalmente il tutto non è così semplice, questa preziosa mandorla fa parte del Sistema limbico (siamo ancora nel nostro caro cervello), dove risiedono altre strutture o nuclei che svolgono tante altre funzioni differenti. Il Sist. limbico o cervello limbico può essere considerato il cervello emozionale.

Per la stragrande maggioranza delle persone, questi dati puramente scientifici e un po' noiosi, hanno scarsa validità ma dovrebbe farci riflettere il fatto che ognuno di noi possiede una memoria emotiva. Si è portati a pensare in modo superficiale che quello che ci accade nella vita di tutti i giorni, compreso le emozioni, è qualcosa che avviene per caso, tendiamo a dimenticare velocemente o più semplicemente rimuoviamo determinate emozioni e talvolta diciamo a noi stessi di non ricordare. Imbocchiamo la strada più facile e che ci fa spendere meno energie, evitando complicazioni inutili e perdite di tempo! Le emozioni talvolta bruciano..., qualcuno dice che bruciano anche le calorie(magari)! Solitamente si dà gran risalto e si parla con grande enfasi della memoria della storia, della memoria di questo o di quello...


Ma forse non può esistere nessuna memoria se non iniziamo da noi, piccoli e meravigliosi esseri imperfetti. Quale storia potremo presentare o testimoniare se non siamo in grado di ri-conoscere la nostra personale, individuale essenza, se imperterriti continuamo a tenere le nostre emozioni chiuse ermeticamente dentro di noi, rinnegando quello che non ci piace di noi stessi invece di evolverci?

3 commenti:

Ghost ha detto...

" Tu che m'hai preso l'amigdala sarai per me il solo amor..."

Chissà se Villa, Morandi, Pausini, Pavarotti, autorevoli interpreti della famosa romanza del 1929 di F.Lehàr avrebbero gradito la sostituzione della scientificamente scorretta parola 'cuore'. Un vantaggio potrebbe consistere nel non dover tradurre il 'cuore' poetico in tutte le lingue. In questo caso il titolo originale tedesco diventerebbe Dein ist mein ganzes amygdala e in inglese You are my amygdala's delight.

Tempi duri per poeti, compositori, scrittori e innamorati, ma niente paura: rimane la possibilità di sposare una delle tesi più condivise della filosofia che sostiene l'importanza fondamentale della metafora a partire dalla caverna di Platone in poi. Il cuor come metafora potrà dunque sopravvivere.
A proposito di metafora il termine amigdala indica anche una pietra preistorica a forma di mandorla. Ecco allora come definire il poetico 'cuore di pietra' non senza problemi di stile: 'hai una pietra al posto del cuore' diventerebbe 'hai un'amigdala al posto dell'amigdala', estremamente armonico.

Ma siamo davvero sicuri che la memoria emotiva risieda nell'amigdala?
Allo stato attuale direi proprio di no. Esistono tre gruppi di ricerca in neuroscienze orientati a comprovare tre diverse teorie:

1- L'amigdala è sede della memoria emotiva (Dolan,Maratos,Smith,Kensinger,Sharot,Dolcos)
2- L'amigdala non è sede della memoria emotiva, ma è il mediatore fondamentale della risposta emotiva (Le Doux e coll.)
3- L'Amigdala non è archivio di ricordi, ma modula la formazione della memoria e di materiale emozionale su altre strutture cerebrali:ippocampo, corteccia, striato. (McGaugh,Taylor,Tabert..)

Dal 1928 (Bard) l'amigdala è un affascinante oggetto di studio, ma attualmente l'unico dato certo sta nel fatto che la disattivazione dell'amigdala comporta la mancanza di reazioni emozionali.

' Tu non hai cuore' si può davvero tradurre in 'tu non hai amigdala'.

Viste le conoscenze attuali suggerisco di non sforzarsi a spremere la propria mandorlina(amigdala) per recuperare impolverate emozioni, potrebbe produrre solo una sciapida orzatina.
Al momento sarebbe preferibile lavorare sulla propria intelligenza emotiva (D.Goleman) sicuramente fondamentale per la qualità della nostra vita.

Altra novità viene da un ricercatore col quale ebbi modo di scambiare qualche parola in occasione di un coffey-breack a Zurigo. Quel giovane di belle speranze, Dominique de Quervain, oggi brillante neuroscienziato, ha scoperto che tutti abbiamo un gene ADRA2B(Neuroscience2007), ma solo coloro (30% dei caucasici) che sono dotati della sua variazione, hanno una super memoria emotiva. Suggerirei di astenersi dal procurare emozioni negative a queste persone, soprattutto fidanzate/i, non lo dimenticherebbero mai e la vendetta arriverebbe prima o poi, ben cucinata, consumata e gustata come piatto freddo.

E per finire ecco l'ultima mazzata per gli ultimi romantici: il premio Nobel R.Kandel con la sua ricerca sui neuroni, ha accertato, previe torture, che il funzionamento della nostra memoria è 'identico' a quello della Aplysia californica, ovvero di una lumaca.
Sarà per questo che impieghiamo giorni per imparare a memoria la dantesca Comedia ?

Un ciao e auguri affinchè il blog possa sempre procurarti positive emozioni.

Ghost - Clear Nuance

arnaldo ha detto...

Carissima Miriam
e voi tutti che leggete
e ponete su questo blog
i vostri scritti,
commentati adeguatamente,
secondo i vostri pensieri.
Nascono dal cuore
o dal cervello
le nostre emozioni?
Nascono e sviluppandosi
vanno in un crescendo
rossiniano. E' musica
che attraversa l'etere
e ci conduce in luoghi
visti e sognati chissà
quante altre volte.
Sogni, desideri,
illusioni. Realtà,
incubi perenni. Ogni età
è bella se vissuta
con il rispetto e
con l'armonia. Ecco:
è così che nasce la poesia.
Ognuno dica ciò che è meglio
ed in questo sito
io l'ho trovato ed è
per questo ch'io
vi ringrazio. Caramente.

Miriam ha detto...

Ciao Ghost, riflettevo riguardo al tuo commento quello del 13 Gennaio e in generale ai vari commenti, ripensavo agli Effetti e Reazioni che un commento suscita nella persona che lo riceve.
In passato ho frequentato un corso di aggiornamento dove il tema centrale si articolava intorno alle "strategie della comunicazione", molto, molto interessante.
Devo riconoscere che il tuo commento è stato un gioiellino di "Comunicazione", perchè ha prodotto in me una valanga di Effetti/Reazioni. Mi spiego...
Il primo Effetto/Reazione è stato quello di suscitare in me uno scoppio esilarante incontrollato! Ho pensato " Toh, cassata!", in fondo io stessa non ero molto convinta del messaggio che sarebbe passato attraverso quel post, in fondo non "mi sentivo proprio io" in quelle parole, dal momento che l' intento era quello di parlare di "Emozioni".
Il secondo Effetto/Reazione è stato quello di provare un gran senso di liberazione e di felicità, che si è magicamente protratto per le ore successive che hanno accompagnato il mio rientro pomeridiano al lavoro! Questo stato d'animo mi ha fatto prendere coscienza del fatto che ci sono molte strade e molti modi per far capire ad una persona che è meglio impegnarsi(e studiare) per soffiare via la famosa polverina che intossica le nostre Emozioni più vere, anche se queste appaiono agli occhi di molti, retrogade e inconsuete.
Quanti errori facciamo ogni volta nel tentativo maldestro e impulsivo di essere efficaci con i nostri interventi o valutazioni!
Se solo riuscissimo a comprendere e imparare l'arte di saper ironizzare con chi non la pensa come noi o sbaglia, invece di passare all'attacco, vedremo che al posto delle guerre si potrebbe fare ogni volta qualche bella, rilassante e allegra commedia!
In conclusione spero per il futuro di non offrire altre "sciapide orzatine" e di attingere farina dal mio sacco piuttosto che prelevarne dal sacco altrui!
Quanto al "giovane di belle speranze" Dominique de Quervain, oggi brillante neuroscienziato , c'è da essere felici che esistano persone così geniali!
Alla prossima e scusa la lungaggine!
Miriam

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