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Mi avvicino ad un mondo "privilegiato", quello della tastiera che imprime e lascia una seppure futile traccia di me attraverso un pc con pensieri-concetti-sensazioni-emozioni. Nel mio caso c'è da chiedersi se è il tempo che ci cambia o....ma a quanto pare il tempo è "fermo" o almeno è sempre lo stesso, siamo noi che passiamo davanti a questa meravigliosa e sconcertante realtà, siamo noi che camminiamo attraverso il tempo, percorrendo un viaggio avventuroso e ancora siamo noi che decidiamo se cogliere i frutti che ci offre con generosità e ricambiare con gratitudine!
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giovedì 1 gennaio 2009

L'altalena


Un blog, avanzo con passi goffi, impacciati, increduli...come quelli di un bimbo che si appresta a compiere i suoi primi passi! Di sicuro è un'avventura....non so di preciso dove mi porterà e dove mi lascerò condurre, non so se come un navigante troverò un molo dove fermarmi nei momenti difficili per trovare ristoro....
Mi sono chiesta e tuttora m'interrogo sul senso e sul perchè, su cosa mi spinge ad unirmi e mescolarmi, idea che mi piace di più, quasi a mimetizzarmi, confondermi e un po' nascondermi..... incurante dei graffi ed eventuali ferite, a tuffarmi quasi con incoscienza nel vortice e nella gran moltitudine già esistente in circolazione.
Mi piace pensare che può essere anche un modo per gustare di più e in modo più completo la compagnia di molti di voi..... entrare, seppure in punta di piedi, un po' anche nella vostra vita, rubare un po' del vostro prezioso tempo e farne tesoro!
Il seme che ha fatto germogliare la decisione di "esserci" è racchiuso in una domanda: "Si può controllare lo scorrere del tempo?" Propongo l'immagine di un gioco che ha accompagnato i giorni spensierati di molti di noi nel periodo della fanciullezza: l'altalena. Metaforicamente il mio tempo è sovrapponibile a quello della bambina di ieri che giocava sull'altalena....
Come lei ancora gioco e il gioco si chiama "VITA". Il "mio" tempo è scandito da sempre da un nodo che mi accompagna e mi spinge ad interrogarmi , alimentando in me il dubbio e creando talvolta inquietudine. Alternando/oscillando in modo simultaneo emozioni ed esperienze, "sospesa nel tempo", proseguo instancabile nella continua ricerca del senso della vita e del "tempo che scorre" , nonché delle sue ipotetiche regole.
Difficile trovare una spiegazione univoca che possa accontentare tutti, soddisfare le menti più illustri o gli animi più sensibili, senza correre il rischio di essere superficiali o apparire banali e retorici. Che dire poi del mondo degli adulti e del mondo dei bambini? Ma qui si apre un oceano carico di implicazioni di vario tipo.....probabilmente spesso si tratta di due pianeti, anzi galassie lontane e contrapposte. Tuttavia l' uomo ha lasciato la testimonianza dei suoi pensieri e del suo interrogarsi sul mondo nei grandi libri della storia e per quanto riguarda il tema della fine dell' esistenza questo è stato il centro della sua attenzione, basti pensare alle religioni, le filosofie, le letterature, la poesia, l' arte e le scienze nel corso del tempo.

" La vita è un sogno" diceva Calderon de la Barca e Shakespeare fa dire a Prospero nella Tempesta:

"Noi siamo della stessa sostanza
di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita
è circondata dal sonno".

(La tempesta,iv,19)

Gli anni trascinano ancora tante domande irrisolte; timidamente comincio a intravedere qualche barlume di luce, qualche frammento di risposta, forse si tratta di piccoli e preziosi frutti; appartengono ad un dono di consapevolezza e di dialogo interiore maturato attraverso prove importanti della vita, ci sono esperienze di gioia inaspettate ed edificanti, ma anche di dolore quasi sempre imprevedibili e difficili da gestire, come avviene per la stragrande maggioranza degli esseri umani. Concludo con le parole tratte dal libro "L' immortalità", di Milan Kundera :

"Quel che nella vita è insostenibile non è "essere" ma "essere il proprio io."
......e ancora....
"Vivere: nel vivere non c' è alcuna felicità.
Vivere: portare il proprio io dolente per il mondo.
Ma essere, essere è felicità.
Essere: trasformarsi in una fontana, in una vasca di pietra, nella quale l' universo cade come una tiepida pioggia."

2 commenti:

Riccardo ha detto...

Rif. miriam
Prima di tutto, cara Miriam, benvenuta nel meraviglioso (o almeno, molto bello) mondo dei blogs!
Secondo me, trovare: "Una spiegazione univoca che possa accontentare tutti" è non solo "difficile" ma anzi, impossibile.
E forse, non è neanche desiderabile: il punto di vista di ognuno appartiene appunto a quella determinata persona e può essere condivisibile o meno. Quel che conta è però dirlo e dirSI agli altri, qualsiasi cosa essi possano pensarne.
Talvolta ciò può scatenare anche delle polemiche, ma non importa: il dialogo è fatto di tante voci e voci tutte uguali sono solo un'eco, ti pare?
Del resto, come diceva Branduardi a volte siamo come l'aglio... che a certi piace moltissimo, ad altri per niente.
E per stasera basta così: non vorrei infliggerti le mie solite prediche filosofiche!
Ciao-ciao

Miriam ha detto...

Grazie per il benvenuto, gli incoraggiamenti fanno sempre bene, soprattutto all'inizio e tu ne sai qualcosa!
Sono contenta di essermi "buttata" in quest'avventura, da un po' di tempo qualcuno aspettava questa mia decisione che è arrivata in un periodo abbastanza travagliato della mia vita, quando forse, si pensava non mi decidessi più.
Il tuo commento sottolinea in pieno il mio modo di pensare e di essere perchè anche a me i cori che producono solo un eco non sono mai andati giù, gli unici cori che gradisco sono quelli musicali.
Il nostro modo di pensare e i vari "punti di vista" ci schierano inevitabilmente in una direzione piuttosto che in un'altra, ed è giusto così. Penso invece che la via della neutralità sia più semplice ma allo stesso tempo può diventare anche la più pericolosa. Sono convinta che per portare avanti la propria linea e le proprie idee, ci vuole molto coraggio e coerenza e solo attraverso un'attenta valutazione di se stessi si può trovare la strada giusta per non smarrirsi.
Naturalmente la teoria è ben diversa dalla pratica, ma si può cominciare da quella!
A presto...

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