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Mi avvicino ad un mondo "privilegiato", quello della tastiera che imprime e lascia una seppure futile traccia di me attraverso un pc con pensieri-concetti-sensazioni-emozioni. Nel mio caso c'è da chiedersi se è il tempo che ci cambia o....ma a quanto pare il tempo è "fermo" o almeno è sempre lo stesso, siamo noi che passiamo davanti a questa meravigliosa e sconcertante realtà, siamo noi che camminiamo attraverso il tempo, percorrendo un viaggio avventuroso e ancora siamo noi che decidiamo se cogliere i frutti che ci offre con generosità e ricambiare con gratitudine!
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sabato 19 febbraio 2011

Esternare. Si, no...insomma!

Partendo da una parola che in questi giorni rimbalza nella mia testa tutta la settimana e cioè "ESTERNARE", stamattina mi sono svegliata alla solita/ora/sveglia degli altri giorni, quelli lavorativi...(mannaggia....)e mentre ero ancora dentro il letto con il lenzuolo e le coperte in subbuglio e con un lembo di lenzuolo intorno al collo(sintomo che  stanotte devo aver dormito in modo un pò agitato), come strascico dei pensieri probabilmente elaborati nel sonno, mi chiedevo quale poteva essere il sinonimo contrario della parola "esternare".
Dato che ancora non del tutto sveglia e con molti neuroni della materia grigia ancora addormentati, avanzo verso la cucina senza fare troppo rumore, decido almeno di gratificarmi con una ricca colazione e mentre gorgogliava e saliva il caffè, ho anche esagerato e messo dentro la macchina del pane gli ingredienti per fare il pane in casa, che magicamente impasta e lo cuoce, niente di meglio per iniziare la giornata in questo modo, lentamente e senza corse, in compagnia di antichi profumi che si espandono per la cucina e in tutta la casa.
Nel web leggo e trovo la prima parte della parola "esternare" e cioè Est, che dà come definizione: Oriente(e la fantasia comincia a volare!) e poi "estasi":  delirio, ebbrezza, rapimento, felicità, paradiso e ancora: entusiasmo, esaltazione, delizia, gusto, piacere, appagamento, beatitudine, gioia, pace, pienezza, serenità, soddisfazione, brodo di giuggiole, settimo cielo! 
Fino alla parola "estendere": accrescere, allargare, allungare, ampliare, aumentare, diffondere, espandere, propagare, arrivare, giungere, generalizzare, ingrandire, prolungare, spingere, sporgere, sviluppare, stendere, dilatare, distendere, applicare, provare,ecc. e ancora: distendersi, allargarsi, svilupparsi, diffondersi, propagarsi, divenire più ampio, farsi più ampio.
E poi di seguito "esteriore", "esteriorità": apparenza, aspetto, facciata, forma, immagine, scorza, sembianza, spoglia, superficie, vernice, vista, mantello. Vedi anche: aria, parvenza, esterno, maschera, somiglianza, abito, buccia, crosta, involucro, pelle, rivestimento, tegumento, veste, vestito, pellicola, presentazione, presenza, smalto , fino a..."esteriorizzare": e sinonimi: esternare, estrinsecare. Vedi anche: esprimere, manifestare Contrari: interiorizzare!!!
Tutta questa valanga di parole per arrivare al punto e cioè: scavare nella parola principale:
Esternare: Sinonimi: esprimere, esteriorizzare, estrinsecare, manifestare, professare, comunicare. Vedi anche: annunciare, dichiarare, dire, mostrare, palesare, proclamare, rivelare, svelare, affermare, sbandierare. Contrari: celare, nascondere.
Francamente io opto per il fronte e voto a favore del termine ESTERNARE, a costo anche di sbagliare e poi a testa bassa e con umiltà mista a sentimenti tipo Calimero, ammettere l'errore e mettermi in discussione se mi viene data la possibilità di farlo. 
Nella mia esperienza trovo sempre più spesso che si salva chi sa celare, nascondere, camuffare, perchè nasconde il famoso asso nella manica...cosa che per le persone impulsive, emotive , irruente, estroverse e un tantino troppo passionali, poco o per niente diplomatiche, non sempre sono in grado di coltivare. 
Incontro persone e anche bambini(nel mio lavoro spesso)che anche con tutta la buona volontà non si è in grado di capire e indovinare cosa tengono e trattengono dentro loro stessi, ma in questo caso è una strategia autoprotettiva, dove si finisce per sbattere come in un muro di gomma e dove bisogna usare sempre guanti di eccelsa robustezza  per non ferire la loro privacy e sensibilità!
Questo capita nei vari ambiti...sociali, familiari, sentimentali e via di seguito.
Allora: è meglio esternare o invece celare le proprie emozioni come il dolore/rabbia/senso di iquietudine o anche le emozioni più positive ed esaltanti come la gioia/felicità/entusiasmo?
Qualcuno più saggio direbbe, meglio la via di mezzo. E grazie...Altri direbbero in modo  sbrigativo: "dipende."..e allora aspetto di sapere i vostri pareri e dilatare il concetto e conoscere i vostri punti di vista o esperienza!

4 commenti:

Bruno (dtdc) ha detto...

domanda da 10 milioni di dollari, direi, cara Miriam!!! Io per esternare intendo ciò che intendeva Cossiga, ossia esprimere, svelando verità nascoste, con irruenza. Un'esternazione siffatta non credo serva in famiglia, nè in amicizia, nè al lavoro. Magari nel sociale, sì o in politica, dove oggi non si esterna ma si nasconde con acqua e terra, terra e acqua. Per quanto riguarda esternare=esprimersi pienamente. Sì, credo sia un atteggiamento vincente, anche se talvolta per tutelare una propria posizione, un proprio interesse (leciti) o per non danneggiare altrui posizioni, interessi e sensibilità (leciti), è meglio tacere. Non è nascondere ma tutelare.
A presto, cara!!!

Miriam ha detto...

@Bruno(dtc)
Vedi, pensavo che in fondo anch'io non ho "esternato" per intero il "mio" concetto nei confronti di questa parola/azione.
Come dici tu, non sempre si può rivelare con totale libertà(personale)quello che caratterizza il nostro comportamento e le relazioni interpersonali. In famiglia e ciliegina sulla torta...nel lavoro, penso che sono tante le strategie che si mettono in atto pur di non esternare completamente, censurando quello che si pensa o che pesa sul cuore. In amicizia è diverso e tutto viene condizionato e regolato da altri fattori.
Il sociale siamo noi e quante imperfezioni e superficialità...e per quanto riguarda l'aspetto politico secondo me fa acqua da tutte le parti...c'è poco da esternare, purtroppo, che desolazione!
In ogni caso sarebbe sempre meglio esternare/esprimersi pienamente come dici anche tu e imparare e capire che anche i limiti che mettiamo all'istinto di esteriorizzare quello che si prova, si sente o si desidera, sono iportanti e aiutano a salvarsi da situazioni particolari ed evitare gaffe o catastrofi talvolta irrimediabili.
Ho imparato che in certi casi è bene tacere, ma che fatica, in altri casi rimango "senza parole"! In fondo hai ragione non si tratta di nascondere ma di tutelare, è una forma di rispetto. Non è certo di schiammazzi inutili che abbiamo bisogno, ne abbiamo le orecchie e la testa piena, pensavo più ad un esternazione di sentimenti ed emozioni del cuore, piccoli gesti ma importanti e che fanno la differenza nella nostra vita, soprattutto quando si desidera un segno e invece si ha come riscontro freddezza e indifferenza.
Ciao, ti mando un caro saluto!!!

Mariabei ha detto...

Con amici e in famiglia manifesto più liberamente i miei sentimenti, altrimenti dipende chi ho di fronte...
Invece quando vedo una cosa che non tollero non riesco proprio a starmene zitta... chi c'è c'è!!
Un grandissimissimo bacione!

Miriam ha detto...

@Mariabei
Si, si dipende tutto da chi abbiamo a che fare...in ogni caso la diplomazia è sempre un'ancora di salvataggio, anche se anch'io spesso non so stare proprio zitta e il più delle volte quando soffoco uno stato d'animo, ecco che lo sguardo tradisce...
Bacioni anche a te!!!

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