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Mi avvicino ad un mondo "privilegiato", quello della tastiera che imprime e lascia una seppure futile traccia di me attraverso un pc con pensieri-concetti-sensazioni-emozioni. Nel mio caso c'è da chiedersi se è il tempo che ci cambia o....ma a quanto pare il tempo è "fermo" o almeno è sempre lo stesso, siamo noi che passiamo davanti a questa meravigliosa e sconcertante realtà, siamo noi che camminiamo attraverso il tempo, percorrendo un viaggio avventuroso e ancora siamo noi che decidiamo se cogliere i frutti che ci offre con generosità e ricambiare con gratitudine!
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domenica 26 aprile 2009

L'amico immaginario


" Due terzi dei bambini hanno un amico immaginario con cui dialogano, litigano e giocano prima di prendere sonno, o nel ritorno da scuola, o se si ritrovano da soli a casa. Lo rivela una ricerca dell'Università di Washington e Oregon: di solito si ha un amico immaginario in età prescolare. Un altro studio, dell'Università della Tasmania, afferma che il fenomeno è più frequente nei primogeniti. A Boston saranno studiate cento famiglie per capire quanto è aumentata la presenza del compagno di fantasia. Tutto si può dire dei bambini tranne che manchino di un certo senso pratico. Cresciuti, potrà capitar loro di tartassarsi cercando di dipanare i grovigli dell'identità multipla, degli avatar, dell'Altro della psicoanalisi lacaniana o magari dell'Angelo custode. Ma fin quando l'età lo consiglia e consente, allora vanno per le spicce e si inventano un amico immaginario, con cui giocheranno, si confideranno, litigheranno. Immaginario, segreto, personale, umano, fantastico: come farne a meno? Le luci si spengono, la mamma ha dato il bacio della buonanotte, il buio incombe e il sonno invece no. Oppure da soli a casa, spaventati da rumorini e scricchiolii, una solitudine che non ha nulla di esistenziale e malinconica ed è tutta concreta, palpabile, immeritata. O per strada, rincasando e persi nel proprio sovrappensiero. È così che nasce l'amico immaginario, a volte perfettamente invisibile, a volte incarnato in un peluche, un orsacchiotto come Winnie-the-Pooh: e in almeno un caso, quello capitale del piccolo Danny di Shining rappresentato iconicamente da un dito del bambino che si muove in orizzontale e in verticale, mentre parla assumendo una vocina arcana.
Gli psicologi tranquillizzano i genitori: è tutto normale. Forse anche qualcosa in più che normale, se una ricerca delle università di Washington e dell'Oregon, ricerca su cui riferisce Libération, stabilisce quasi i due terzi dei bambini hanno o hanno avuto un amico immaginario, nella maggior parte dei casi in età pre-scolare (dai tre ai cinque anni). Un'altra ricerca - sembra esserci un affollamento - viene da un'università della Tasmania e nota che i più accaniti frequentatori di amici immaginari sono i primogeniti, probabilmente colpiti dall'arrivo del fratellino che li ha spostati dal centro dell'attenzione. E ora a Boston saranno studiate cento famiglie per capire quanto è aumentata la presenza del compagno di fantasia. Essendo immaginario nulla costringe l'amico ad avere caratteri realistici: abbiamo così le magie di Peter Pan e di Mary Poppins, spesso legate al volo, e sempre sradicate da proprie esistenze familiari. L'amico immaginario è sempre lì, disponibile: non ha la mamma che lo aspetta a casa, non ha orari e obblighi, non va a scuola, è ovviamente emancipato. Un terzo studio, in Sri Lanka, ha mostrato quanto più frequentemente capita in culture che ammettono la credenza nella reincarnazione che l'amico immaginario sia legato a una sorta di memoria di vite precedenti. Un quarto studio, inglese, ha stabilito che l'intrattenersi con un amico immaginario non ha alcuna relazione con l'inclinazione alla creatività, ma che piuttosto porta a una certa sensibilità nei confronti delle illusioni uditive: facendo sentire loro borbottii inarticolati questi bambini "riconosceranno" parole e linguaggi immaginari. Niente di grave, anzi niente di rilevante: a meno che non si ritenga oramai abnorme la capacità di fantasticare ed evocare mondi. Cosa c'è di diverso, fra Snoopy che usa la propria cuccia come la carlinga di un aereo con cui combattere il Barone Rosso (nemico immaginario vero e proprio) e Calvin che gioca con la sua tigre di pezza Hobbes, e quando nessuno li vede vi interagisce come e meglio che con un amico? Amici immaginari hanno avuto Topolino e Remy, l'altro topo animato che dialoga con l'anima di un grande chef parigino scomparso, Auguste Gusteau. Il gioco è gioco, e tra le sue leggi non c'è quella che lo vincola all'esistenza reale. Casomai andrà notato come tra i segni della contemporaneità ci sia proprio la prevalenza di giochi in cui l'avversario o il complice siano impliciti. Dal bambino che tira la palla contro il muro a quello che diteggia il suo gameboy, dalle navigazioni su Internet alle sfide al caso, la mancanza anche solo provvisoria di compagni produce naturalmente l'esigenza di proiettare un'ombra fuori da sé: un'ombra con cui prendersela, o con cui confidarsi. Un doppio speculare, un'anima gemella - come si dice - a cui non occorre spiegare antefatti e sottintesi. E quando qualche università di qualche parte del mondo vorrà occuparsi degli amici immaginari dei grandi se ne potranno sapere delle belle". (19 dicembre 2007)

Con questa lettura rubata da internet "Tecnologia e Scienza", voglio abbracciare virtualmente la mia ri-trovata e carissima amica Pat che ieri mi ha regalato una magica sorpresa con il suo reale saluto e l'affettuosa "tirata d'orecchie".... A tutti gli altri lettori e amici reali e non un invito a riscoprire il vero senso dell'Amicizia, attraverso i rapporti umani concreti e reali, unico, vero e indissolubile pilastro portante per la nostra vita, dove spesso siamo noi gli artefici del nostro isolamento e infelicità!

Auguro a tutti di riuscire a sentire e ritrovare in se stessi la fiducia e l'entusiasmo per capire meglio gli altri e costruire leali rapporti d'amicizia.

Quanto alla gioia...bè quella risiede in noi, a patto che sappiamo riconoscere ancora la sua voce!

A proposito di amici immaginari, l'immagine in bianco e nero è tratta da un film a mio modesto avviso, superlativo!!!

Il titolo originale è : Harvey, la Produzione : USA, 1950, la Regia : Henry KosterCast : James Stewart, Josephine Hull, il Genere : Commedia, la Durata : 104 minuti .
Vogliamo dimenticarci di Harvey, il film del 1950 magistralmente interpretato da James Stewart e tratto dal lavoro teatrale scritto da Mary Chase, che vinse il premio Pulitzer nel 1945? No, non vogliamo.
Questo film è un piccolo gioiello poetico, in cui James Stewart veste i panni di un omino che trascorre le sue giornate in compagnia del suo amico immaginario Harvey, un invisibile coniglio alto quasi due metri, affrontando ogni avvenimento con disarmante gentilezza e serenità, mentre i suoi familiari vorrebbero solo rinchiuderlo in una stanza imbottita. Prima fra tutte la sorella Veta, interpretata da Josephine Hull, che aveva già vestito questi panni nella versione teatrale e che per questa parte ha vinto l'Oscar come miglior attrice non protagonista.
Dedicato a tutti quelli che non vogliono rassegnarsi a smettere di sognare. Concludo con una delle frasi più belle pronunciate da James Stewart nel film:
Ho lottato con la realtà per 35 anni, dottore, e sono contento di dire che alla fine l'ho sconfitta.

15 commenti:

serenella ha detto...

Sai, il vantaggio di avere un amico immaginaio è che non ti fa soffrire. Nella realtà dico che gli amici degni di essere chiamati così sono proprio pochi, rari.....inesistenti. Forse è possibile addirittura sul web trovare un buon amico, perchè nelle nostre parole, nei nostri pensieri ci mettiamo a nudo. Siamo veri. Buona giornata.

ChiaroScuro ha detto...

@ serenella

posso non essere completamente d'accordo?
Quand'anche tu ti mettessi a nudo sul web
con sincerità
non avresti prove della sincerità dell'altro.
Non leggendogli gli occhi potresti leggere solo il tuo bisogno.
Parafrasando le parole di una canzone di Guccini potrei dire:
'tutto quello che ti dà sei tu che lo crei'
Nella realtà un amico che sa offrirci solo caramelle per colmare la nostra fame di 'dolce' non è un buon amico.
Sono d'accordo, è difficile trovare amici degni di essere chiamati così,
ma se abbiamo paura di soffrire, finiremo proprio noi per cercare e trovare
solo stucchevole consolatoria consololazione confondendola per amicizia.
L'Amicizia è costruttiva.
Se non impariamo a soffrire non cresciamo e continueremo a cercare carezze, anche false, purchè carezze,
che accarezzino la nostra paura di crescere.
Ho apprezzato pagine del tuo blog.
Busserò alla tua porta e non avrò caramelle. Mi farai entrare?

Un saluto a te, Serenella,
e a Miriam.

ChiaroScuro

Miriam ha detto...

Buongiorno Serenella,il tempo porta con sè la risposta per ogni cosa e solo allora potremo scoprire la vera nudità.
Buona giornata anche a te!

Angelo azzurro ha detto...

Do ragione a Serenella: gli amici veri sono rari, quasi inesistenti. Beati i bimbi, che vedono con occhi puri la loro realtà e possono confidare nel loro amico immaginario.
Riguardo all'amicia virtuale, ho pure molte riserve...come dici tu solo il tempo ci da risposte.
buona settimana

Miriam ha detto...

Sono d'accordo col pensiero di Angelo azzurro quando dice che "gli amici veri sono rari, quasi inesistenti" ma è pur vero che come afferma ChiaroScuro "Nella realtà un amico che sa offrirci solo caramelle per colmare la nostra fame di 'dolce' non è un buon amico"!
Ma noi, dico noi : che tipo di Amicizia siamo in grado di offrire?
Siamo poi così sicuri che nel virtuale tutto è frutto di sincerità e lealtà, siamo davvero così sicuri di trovare sempre dei "buoni amici"?E ancora l'Amicizia virtuale può sostituire l'Amicizia reale?
Tanto vale aprire bene gli occhi e sintonizzarsi al meglio, se non si vuole rischiare di trovarsi in situazioni dove pensiamo che la "Vera Amicizia" è quella che non ci fa soffrire, bella e piacevole perchè non ci mette in crisi o in discussione, evitando di far crollare i nostri castelli in aria, consolidati nel tempo e difficili da demolire!
Mi fa piacere che anche tu come me confidi nel tempo...

Angelo azzurro ha detto...

Hai fatto una bella domanda Miriam: “Noi, che tipo di Amicizia siamo in grado di offrire?” Per quanto mi riguarda ti posso rispondere che qualche secolo fa avrei dato tutto per un'Amicizia. Ora sono disillusa e vado più cauta nel fidarmi delle persone. A causa di questo, anch'io non offro molto:viaggio frenata dalla paura di fregature. Credo che nel virtuale sia molto facile incontrare persone non sincere, quindi la cautela qui è d'obbligo ancor più che nella vita reale, dove puoi guardare negli occhi una persona e capire se t'inganna. Vien da sè che il virtuale non può sostituire il reale, perlomeno finchè il virtuale non diventa reale e si rivela degno di fiducia. Ribadisco che il tempo aiuta molto a chiarire i rapporti, a consolidare dove è possibile consolidare ed approfondire, e a lasciar scorrere quello che è effimero.
La “Vera Amicizia”poi è obiettiva, non è imbonitrice o dispensatrice di zuccherini. Se serve a farci aprire gli occhi, è bene anche che sia dura talvolta. Importante è che il rapporto di scambio fra due amici sia sincero e disinteressato.Il che è cosa rara.
Buona settimana, Miriam.

Anonimo ha detto...

un caro saluto
Marisa

Pier Luigi Zanata ha detto...

Complimenti per gli ultimi post.
Gli amici immaginari sono importanti peri bambini, ma, se mi permetti, consiglierei di farli vivere con grandi amici come i gatti e i cani, quante cose imparerebbero...
Vale

darksecretinside ha detto...

Ciao Miriam...
"amica"....anche io sono daccordo con Serenella....soprattutto sul fatto che nei nostri blog siamo veri più che mai, più che nella vita di tutti i giorni.
Mi accorgo di questo ogni volta.
Io ricordo bene tutta la mia infanzia...e ricordo anche gli amici immaginari e "non".....
E vorrei che la scienza si occupasse di più anche di questi ultimi, dato che molti ci accompagnano anche in età adulta...
Io ho avuto la fortuna nella vita di incontrare 3 amici, unici, speciali, costanti e meravigliosi.....potrebbero essere pochi come numeno, bè, per me sono anche troppi, se consideriamo in che mondo viviamo, per questo mi sento fortunata, potevo anche non avere loro....un pò meno felice perchè due di loro vivono lontani ed è questa l'altra alchimia dei legami d'amore.....incredibile quanto possono essere presenti, vicini ed eterni....e questo mi fa tornare il sorriso....
Ti abbraccio tanto tanto tanto.
A presto.

Miriam ha detto...

Caro Angelo azzurro prima o poi capita di prendere delle belle(si fa per dire)delusioni, ma per fortuna "il tempo aiuta molto a chiarire i rapporti, a consolidare dove è possibile consolidare ed approfondire e a lasciar scorrere quello che è effimero" .
La "Vera Amicizia" è cosa rara", ma non impossibile! Riprendere poi la giusta fiducia in se stessi e nell'Amicizia dopo una delusione è un vero toccasana!
Ciao!

Miriam ha detto...

Ciao Marisa, dunque ci sei sempre tra i miei lettori!
é un vero piacere sapere che ancora mi segui in quest'altalena di parole/sensazioni! Ma forse la Vera Amicizia non ha bisogno di troppe parole per rivelare la sua anima...
Un caro abbraccio anche a Martina!

Miriam ha detto...

Ti ringrazio Pier Luigi per i complimenti, li sento sinceri e hanno per me un doppio valore conoscendo e apprezzando il retroterra culturale da cui provengono.
Ho un cane e capisco cosa vuoi dire.
Ciao!

Miriam ha detto...

Cara amica Dark mi trovi abbastanza d'accordo sul fatto che attraverso un blog si riesce ad essere "veri più che mai, più che nella vita di tutti i giorni", liberi da vari condizionamenti; tuttavia non tutti i blog e non tutti i blogger brillano di sincerità!
Quanto al numero più o meno esteso di Amici nella vita reale, sono convinta che la quantità va quasi sempre a discapito della qualità. Oh no?
Ma quanto può essere grande un'Amicizia?
Tanto tanto tanto...
Ricambio volentieri l'abbraccio!
Buonanotte serena!

traccedinchiostro ha detto...

io credo che l'amicizia reale o virtuale, se è vera la si percepisce sempre e comunque sta a noi captare i segnali, gli stessi che spesso ( e parlo per me s'intende ) nel reale, non volendo davvero capire, mi han fatto prendere tranvate sui denti micidiali :-))
abbraccio con allegata la buona notte

Miriam ha detto...

Eh già cara lella(tracced'inchiostro), "sta a noi captare i segnali", purtroppo non sempre siamo così attenti e svegli.
Non sei purtroppo l'unica ad aver preso tranvate micidiali sui denti, posso intuire cosa si prova!
Ricambio il tuo abbraccio,
serena notte anche a te, a presto!

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