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Mi avvicino ad un mondo "privilegiato", quello della tastiera che imprime e lascia una seppure futile traccia di me attraverso un pc con pensieri-concetti-sensazioni-emozioni. Nel mio caso c'è da chiedersi se è il tempo che ci cambia o....ma a quanto pare il tempo è "fermo" o almeno è sempre lo stesso, siamo noi che passiamo davanti a questa meravigliosa e sconcertante realtà, siamo noi che camminiamo attraverso il tempo, percorrendo un viaggio avventuroso e ancora siamo noi che decidiamo se cogliere i frutti che ci offre con generosità e ricambiare con gratitudine!
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I commenti sono ovviamente graditi. Per leggerli cliccate sul titolo dell'articolo(post) di vostro interesse. Per scrivere(postare,pubblicare) un commento relativo all'articolo cliccate sulla voce commenti in calce al medesimo. Per un messaggio generico o un saluto al volo firmate il libro degli ospiti (guest book) dove sarete benvenuti.

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venerdì 28 ottobre 2016

Come le onde del mare.

Come un'onda e poi come tante altre la vita travolge tutto, a volte con dolcezza e quasi con beffarda indifferenza bagna tutto quello che trova  e poi si ritrae con in un passo di danza dando la sensazione di non invadere e non esistere, altre volte accarezza con amore e altre ancora scava violentemente, lentamente e inesorabilmente, scolpisce e plasma, crea buchi e immagini, cambia i colori, tutto questo complice del Tempo, senza risparmiare nulla e niente, la nostra esistenza cambia forma, paradossalmente come una roccia nulla è per sempre e della stessa forma , a volte spezza altre volte la stessa onda supera i nostri limiti senza rispettare nessun confine, nessun margine, copre tutto senza preavviso e  porta con sè  tutto quello che trova fin giù fino a toccare il fondo buio, freddo, dove non arriva nessun suono, nessuna luce nessuna emozione .
Nel fondo tra i sassi e i tesori nascosti, rimangono i ricordi e la gioia di quello che ha accompagnato il ritmo delle onde in superficie, testimoni di un tempo passato che porta con sè la memoria indelebile di un ritmo antico perso tra i magici  mulinelli di un vento ancestrale  .
Negli abissi non c'è più alcun spazio per il movimento, tutto è cristallizzato, non arriva nessuna voce nè suono, tutto appare in una realtà di calma,  ma apparente, tutto assume un colore lunare e una forma piatta, omogenea quasi gelatinosa, insapore , assenza totale di profumi e odore di vita, paesaggio di altri pianeti o forse mondi sconosciuti e inesplorati che agli occhi estranei non racconta nulla, ma racconta per loro solo il nulla...e io resto in superficie a guardare ancora le stesse  onde che bagnano la riva di un mare ora gelido e crudele che non danza davanti a me, ora che la musica della sua voce è muta .

domenica 17 aprile 2011

Collage

Durante la scuola media inferiore avevo un insegnante di educazione artistica che spesso ci proponeva di fare i collage, ma io non ho mai amato particolarmente questa tecnica del ritagliare e rompere figure, immagini, cose, non trovavo per niente piacevole creare delle disarmonie e buchi in una pagina o in una rivista per cercare colori e spunti per  ricomporre un'altra immagine. L'ho sempre avvertita come un paradosso più che come uno stile artistico.
Per me era ogni volta una sofferenza e infatti il risultato finale lasciava il più delle volte a desiderare!
A distanza di molti anni mi sono ritrovata a frequentare un corso di aggiornamento  professionale di Arte Terapia, fin da subito rimasi catturata e affascinata, stimolata e incuriosita al punto di decidere poi di frequentare un corso personale durato circa un anno.
Fu entusiasmante e allo stesso tempo fu una parentesi che mi ha permesso di fare un tuffo nel mio inconscio, mi ha fatto sorridere di me stessa e allo stesso tempo adirare con punti che pensavo non mi appartenessero...
Ma anche in quell'occasione il collage non l'ho mai amato e svolto con piacere, direi piuttosto che l'ho percepito come un'imposizione o un'indicazione a cui non potevo anche volendo, sottrarmi.
Ma non sono qui per fare un trattato psicologico del mio rifiuto nei confronti del tagliare, ritagliare, ricomporre....
Ognuno di voi  può trarre per sè stesso conclusioni e pensieri dal mio pensare "a voce alta", si possono fare un miliardo di considerazioni e quant'altro, tutte riconducibili alle proprie e personali attitudini e inclinazioni.
Eppure ci sono artisti in grado di realizzare opere meravigliose con l'arte del collage,  come metafora direi che la vita ci pone ogni giorno un'infinita tavolozza di colori per realizzare e ritagliare e ricomporre immagini da aggiungere al libro della nostra vita...io vorrei ancora riuscire a trovare immagini nuove e degne di essere vissute, senza necessariamente ritagliare o mutilare troppo altre immagini, anche se alcuni scenari impongono tagli e modificazioni strutturali della scenografia generale !
Se potessi...mi piacerebbe realizzare come collage della mia vita una bellissima e travolgente danza, si vorrei che la mia vita fosse un'interminabile, coinvolgente, struggente danza e l'artefice della coreografia vorrei  essere io!

domenica 23 maggio 2010

L'erba del vicino...

Seguendo l'ispirazione di altre blogger, dove l'erba è sempre fresca e sana, ma soprattutto prendendo spunto dall'iniziativa illuminante di Eniko, riguardo al parlare e mettere a fuoco collezioni di momenti felici, a proposito l'indirizzo del suo blog è : http://enikolori.blogspot.com/, dove si ha la sensazione immediata di passeggiare in un verdissimo prato che più lo percorri, più cresce la voglia e il desiderio di esplorare ogni suo angolo perchè ogni immagine è una delizia per gli occhi e per il cuore, è un susseguirsi di sussulti di magico stupore per i suoi ospiti, è una vera fortuna incontrare simili oasi di pace e rara bellezza, dove ci si rende conto che quell'erba diventa ancora più rigogliosa perchè diventa una ricchezza da aggiungere al proprio cammino virtuale come vitaminizzante energetico!
Francamente ogni volta che mi affaccio al cancello del suo giardino sfioro la felicità, inconsciamente lo faccio con molta discrezione, è quasi un entrare in punta di piedi, eh sì, per non disturbare e non far svanire la magia che vi regna sovrana e nobile, quello che pubblica è lieve e struggente persino nel dono che ci fa con le immagini dei suoi bellissimi "rospi" (così ama definire affettuosamente i suoi bimbi), ogni colore racchiude sfumature che nascono come un prezioso frutto dal suo cuore delicato e rispettoso per la vita , per la natura e per gli animali. Di lei, anche se la conoscenza è appena nascente, intuisco che è una persona che ama la pace e l'essenza genuina delle cose, ho grande ammirazione per le persone che trasmettono queste sensazioni, sono cose invisibili agli occhi, si possono percepire attivando altri sensi e canali!
Percorrendo il suo blog, ho trovato molto stimolante e gratificante dare maggiore risalto ed enfasi, accogliere, ascoltare e racchiudere e condividere attraverso il mio blog, frammenti e momenti che colorano anche le mie giornate ogni qual volta si affacciano impercettibili, rari attimi e momenti di felicità personale!
Trovo che è bello gustare il verde e le sfumature del giardino dei nostri "vicini", condividere e gioire per la loro felicità, si potrebbe parlare a lungo dell'erba del vicino...ma preferisco guardare nei giardini confinanti col mio con spirito di assoluta condivisione del bello, libera da ogni sentimento di apparente inadeguatezza di idee o sentimenti, libera da ogni idea di povertà di emozioni o pensieri rispetto a chichessia, libera da scarso senso di consapevolezza o appartenenza al mondo che ruota intorno a me(reale o virtuale che sia!), libera da sentimenti come la competizione fine a se stessa che mi allontana dagli altri invece di avvicinarmi, anche se percepisco che il mio bagaglio personale è ancora povero, vagamente sguarnito e non mi soddisfa in pieno(già, non mi accontento mai abbastanza di me stessa...).
Voglio, mmmmh...vorrei, essere sempre più libera... Soprattutto dal "giudizio" altrui che entra in modo subdolo, infiltrandosi tra gli spazi del mio "Io", come un'erba non sempre sana, come se fossi una spugna di mare, fin troppo permeabile e vulnerabile alle emozioni altrui che mi opprimono e condizionano non sempre positivamente e in modo adeguato....
Preferisco gioire dell'erba del mio "vicino" con un atteggiamento di maggiore accettazione di me stessa , per liberare il giardino dalle erbacce che ostruiscono il passaggio per un cammino dolce e piacevole a chiunque, dove talvolta s'insinuano spine e piante parassite, qualche animaletto nocivo che ritarda la crescita e la fioritura e rende tutto un po' più arido e secco! Anche noi, nel nostro piccolo siamo potenziali e meravigliosi terreni dove possono crescere prati e giardini e non immense distese di aridi deserti, siamo terreni potenzialmente fertili dove è possibile, se lo vogliamo, far germogliare gustosi frutti che possono rendere la vita degli altri più gradevole, ricca di fiori bellissimi dai colori che restano impressi nel cuore, dove i nostri gesti d'inconsueta, apparente e ovvia quotidianità possono far nascere e moltiplicare sorrisi, piccoli segnali e gesti di solidarietà e di amore! Perchè sono convinta che senza amore non cresce e non si riproduce niente di buono, senza amore tutto è incolore e insapore, tutto è freddo e scostante, effimero e superficiale, sono sicura che nessuno può dire in piena lealtà "Basto a me stesso!", senza tuttavia dimenticare che bisogna accettare anche la sofferenza e le prove, così come fa un piccolo seme adagiato nella terra fertile che aspetta di germogliare per fare dono di sè e dei suoi frutti .
Scusate mi sono lasciata prendere la mano dalle parole...come al solito un fiume in piena, aspettate un po' ecco ora mi avvicino un pochino a voi per stringere le vostre mani, perchè il bello di tutto questo mare di pensieri e di parole digitate in questa tastiera è tentare di raggiungervi e farci un po' di compagnia, anche se è solo una sensazione virtuale, è pur sempre bello sentire il vostro calore e la vostra vicinanza, vi abbraccio forte forte!

giovedì 8 aprile 2010

...sassolini...

"Siamo solo sassolini buttati nel mare
che fanno increspare l’acqua".
(Madre Teresa di Calcutta)
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mercoledì 24 febbraio 2010

Pensando ai bambini...

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"Sentirsi bambini, comportarsi come bambini, è l’arte commovente degli uomini maturi».
(H. von Hofmannsthal)
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"I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto."
(G. Leopardi)
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venerdì 29 gennaio 2010

Sognando il circo

Forse è un sogno felliniano, sento sfumare in lontananza le musiche del circo con i loro violini e i tamburi, vedo allontanarsi il corteo con i loro carrozzoni carichi di sogni e incantesimi, quasi una fuga verso altri paesi , città da esplorare dove troveranno nuove persone , grandi e piccini a cui regalare nuove emozioni e tanta meraviglia, gli artisti hanno smontato con pazienza il gran tendone del loro gigantesco e colorato teatro, i giocolieri hanno riposto nei loro vecchi bauli i costumi variopinti e scintillanti, le tigri e gli altri animali sonnecchiano ignari del nuovo viaggio nelle loro gabbie con le ruote, mentre i cilindri dei prestigiatori prendono finalmente una meritata pausa, le magie ora albergano tra le stelle e la luna che freme al pensiero di veder realizzate nuove e fantastiche scenografie, i clown hanno lavato via dal loro viso ogni traccia di trucco cancellando la loro folle maschera, mettendo a nudo lo sguardo che tradisce tutta la malinconia della loro esistenza lacerata dalla voglia di amare!
Non so perchè mi è venuto in mente di parlare del circo, mentre continuano ad affollarsi e mescolarsi nella mente ricordi e sentimenti che si perdono in un'altalena di dolcezza/tenerezza/stupore e insieme maliconia/tristezza/senso di vuoto, tra attrazione e rifiuto, non so spiegare meglio, difficile dire se mi piace davvero quello spettaccolo , forse mi disorienta un po', sarà forse perchè mi ricorda tanto la vita stessa?
Mi piace o non mi piace? A tratti si e a tratti no...Talvolta sarei voluta scappare o andare via.
Ma forse il vero circo è la vita stessa, dove gli artisti e gli attori si alternano scambiandosi i ruoli secondo una ipotetica regia, relativa, transitoria e forse fasulla, dove le comparse transitano velocemente senza soffermarsi neanche per prendere un attimo di fiato per paura di perdersi tra le infinite scenografie e i sipari, con costumi indossati per la circostanza del momento, prima di venire inesorabilmente inghiottiti dal buio dietro le quinte ed essere dimenticati velocemente!
E intando si fa strada un pensiero, quello di fermare il sogno per chiedere alla carovana un passaggio, voglio salire su quel carrozzone colorato, sarebbe molto bello proseguire con loro il viaggio, non so ancora quale sarà il mio ruolo, nè quale mi verrà assegnato , se quello di giocoliere, prestigiatore o....forse si, vorrei essere un clown per trasformare la mia malinconia e chiuderla in un cassetto per far nascere un sorriso in chi ha dimenticato come si fa e soprattutto cosa si prova, oppure potrei tentare di essere un prestigiatore e far saltare da un cilindro fiammante, grazie ad un'inspiegale mix di magie, tanti teneri e docili cuccioli per riempire la solitudine di chi si sente solo/a e lontano dal cuore di chi ama.
Oppure niente di tutto questo, mi piacerebbe però poter distribuire caramelle e cioccolattini a chiunque ma ancor di più a chi ha dimenticato il gusto dolce della vita perchè percepisce soprattutto l'amaro e l'acido, come ricordino vorrei poter offrire palloncini multicolori per non dimenticare che la vita è veramente come un grandissimo circo, ricco di sorprese, il più delle volte belle, indimenticabili ed emozionanti, dove s'inseriscono anche altre meno belle, per essere pronti a cogliere e abbracciare tutte le sfumature che ci vengono regalate perchè anche le scene più avvincenti possono cambiare senza alcun preavviso e purtroppo , rompersi in tanti pezzetti come un palloncino lasciando solo il rimpianto e il vuoto.
In ogni caso quel circo chiamato vita sa fare molto bene il suo lavoro, ha una lunga esperienza in merito e proprio per questo sa essere anche molto generosa e sa regalare anche incredibili , meravigliose e decisive svolte , dando inspiegabilmente, quasi sempre il meglio di sè!

sabato 1 agosto 2009

Viaggiare e non partire

"Viaggiare e non partire" è il titolo di un libro, l'Autore è Andrea Bocconi, a fondo copertina si legge che è nato a Lucca nel 1950 e risiede ad Arezzo dove esrcita come psicoterapeuta.
Ha scritto diversi testi teatrali, il romanzo Il monaco di vetro (finalista al Premio Montblanc) e, insieme a Patrizia Lacerna, il saggio intitolato Il matto e il mondo.
Questo libro rientra nella prosa contemporanea, personalmente giudico la lettura di questo scritto come un viaggio all'interno di se stessi...Lo conservo con molto affetto e pur essendo di piccole dimensioni offre grandi spunti perchè è dotato di notevole spessore letterario!
Mi è stato regalato da Roberta, una mia cara amica, in un periodo molto particolare della mia vita...che risale intorno al 2002, era l'inizio dell'estate e come tutti gli anni si stava facendo il classico conto alla rovescia per programmare e andare in ferie.
Purtroppo quell'anno in ferie non ci andai, dovetti mio malgrado ripiegare con un periodo di malattia! Oggi posso dire che è stato niente di grave, anche perchè nessuno dei medici capì allora, cosa capitò alle mie gambe...
Era una mattina come tante, mi trovavo in palestra con una bambina di cui ricordo ancora il suo nome e i suoi occhi scuri e profondi, la sua voce, il suo fare vivace(anche troppo....), stavamo facendo un gioco psicomotorio che includeva saltelli articolati lungo un percorso creato con i cerchi colorati e vari moduli di gommapiuma, entrambe eravamo allegre e spensierate, con la voce proponevo una canzoncina per seguire un ritmo simpatico, quando all'improvviso ho sentito un brusco "crack" al polpaccio della gamba sinistra, seguito da un urlo straziante di dolore, in quel momento ho pensato " Dio mio, si è rotto un muscolo e adesso?".
Sono rimasta immobile per un bel po', ho aspettato e sperato che passasse, ho ripreso come ho potuto a lavorare sempre con un dolore perforante e lancinante alla gamba, non volevo arrendermi...accidenti...purtroppo nel pomeriggio mi sono dovuta fermare e mi sono fatta accompagnare al pronto soccorso...secondo me per un semplice controllo...
Mi hanno invece trattenuta e ricoverata....ho tentato di oppormi ma niente da fare!
A malincuore ho dovuto dire addio ferie, addio progetti di viaggio imminente, addio mare e vacanze....addio pizzate e passeggiate con gli amici....
Ho reagito malissimo a quello stop forzato, anche perchè in quel periodo potevo ancora permettermi di "lasciare" mia madre per qualche tempo e scappare per fare uno dei miei tanto amati viaggi e invece.... stop!
Roberta è una ragazza dolcissima, delicata e timida che rispecchia una notevole sensibilità e attenzione al prossimo, ci conosciamo dal tempo della Scuola per Terapisti, abbiamo studiato insieme e preparato alcuni esami e trascorso un bel periodo di tirocinio pratico nella bella e indimenticabile Viterbo...ma soprattutto è una vera amica con la lettera maiuscola, che io ho (mio malgrado) trascurato nel tempo , puntualmente mi dimentico di farle gli auguri per il suo compleanno che cade nel mese di Luglio perchè non ricordo mai il giorno...(è un mio problema ricorrente con tutti!), chissà se leggerai questo post..., tuttavia restano tra noi immutati l'affetto e l'amicizia , è l'amica con cui ho fatto tutti i miei viaggi più belli, avventurosi, indimenticabili, compreso quello in Africa, lei è speciale nel vero senso del termine!
Una mattina, in orario di visita si presenta con il suo inconfondibile sorriso e il suo affettuoso abbraccio, tra le mani sostiene un pacchettino, giusto appunto il libro in questione...
Inutile dire che quella lettura mi ha commosso e ha accompagnato quelle mie lunghe e interminabili giornate.
Questi giorni l'ho ripreso tra le mani, ho sfogliato le pagine che nel frattempo si sono leggermente ingiallite, lo sguardo si posa all'inizio del libro e leggo:
"Si può viaggiare in tanti modi:c'è chi viaggia sempre e non parte mai; c'è chi parte e va lontano senza bisogno di viaggiare; c'è chi parte e viaggia e c'è chi non parte e non viaggia. Questo libro è dedicato a tutti coloro che viaggiano, fisicamente o solo con la fantasia".
Quel libro fa scaturire in me ancora molti ricordi e paure legate all'esperienza di quel ricovero, temevo qualcosa di brutto, avevo iniziato a farmi delle auto-diagnosi per una dannata deformazione professionale, naturalemnte erano una peggiore dell'altra...Mi rivoltarono come un calzino ma nessuno capì perchè le mie gambe si ribellavano e non ne volevano sapere di stare "in gamba"!
Grazie a quel libro capii che si può viaggiare in tanti modi e quel periodo di apparente immobilismo è stato per me il viaggio più incredibile e avventuroso che abbia mai fatto , perchè come si suol dire è stato il più bel viaggio dentro me stessa!
A questo punto mi piace allegare queste parole:

Viaggiare

C'è un solo viaggio possibile:..quello che facciamo nel nostro mondo interiore.
Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.
Così come non credo che si viaggi per tornare.
L'uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perchè, nel frattempo, lui stesso è cambiato.
Da sè stessi non si può fuggire.
Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio.
Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza.
In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico.
Ovunque vada è la propria anima che sta cercando.
Per questo l'uomo deve poter viaggiare. (Andrei Tarkovsky)
Per chi invece ha già programmato un bel viaggio vero e concreto, auguro di godere in pieno ogni sfumatura e profumo, saranno gocce di linfa preziosa per riprendere il solito tran-tran con più entusiasmo e con rinnovamento!

mercoledì 22 luglio 2009

Bianche o nere?

Come che cosa? Le pedine! Si tratta di giocare una partita a dama, allora: "che cosa scegli? Su, coraggio, deciditi...Pedine bianche o nere? Guarda che se scegli le bianche hai la precedenza e puoi iniziare il gioco! Cosa c'è da pensare tanto?"
Eh, già...fosse facile prendere una decisione simile, se scelgo le pedine bianche ho il vantaggio d'iniziare con un margine d'anticipo, posso tentare di giocare d'astuzia e battere il mio avversario, ma allo stesso tempo ho maggiori rischi perchè se sbaglio i passaggi più importanti mi dò la zappa ai piedi!
Le pedine nere sono subordinate come prima mossa alle bianche, ma hanno il vantaggio psicologico e più tempo per riflettere mentre l'avversario fa il suo primo passo. D'altronde se anche dovessero perdere possono sempre giustificarsi dicendo che in fondo sono partiti con svantaggio per il fatto che i bianchi hanno avuto la prima mossa come apertura del gioco.
Ma chi tra le due pedine è attivo e chi è passivo? In realtà si è portati ad affermare nessuno dei due è attivo o passivo se non chi non riflette e chi si fa sopraffare dall'emotività impulsiva e dalla fretta.
Qualcuno più saggio direbbe che entra in gioco l'Intelligenza, si ma quale? Ci sono tanti tipi e sotto-tipi d'Intelligenza...forse si tratta di più combinazioni della corteccia cerebrale, o forse quella che ha il maggiore dominio e influenza nei vari passaggi strategici del gioco è l'Intelligenza Emotiva.
Ma di quale gioco stiamo parlando? Ah, sì è vero, ci sono tanti tipi di gioco, non c'è solo quello della Dama, in effetti se ci penso un po', anche noi piccoli, fragili, complicati, affascinanti esseri umani, siamo un po' tutti come pedine di un intricato e strano gioco, a volte siamo a conoscenza delle regole e sappiamo come muoverci(più o meno), altre volte ignari delle mosse subdole del nostro avversario non ci rendiamo conto che veniamo "mossi" indipendentemente dalle regole stabilite dal gioco, ma sto parlando del gioco della Vita.
A fine gioco, quando arriva il momento di tirare le somme, spesso chi appare agli occhi dei più come un "perdente" o un fallito non è detto che lo sia realmente... e viceversa chi ostenta orgoglio e presunzione per i risultati ottenuti e la vittoria, probabilmente non è il vero"vincitore", nel senso stretto del termine.
Chi lo sa....magari è stato scorretto e ha barato. O no?

sabato 13 giugno 2009

Il vaso di Pandora

"Nella mitologia greca, il vaso di Pandora è il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura. Pandora (1882) di Jules Joseph Lefebvre.
Secondo il racconto tramandato dal poeta Esiodo ne Le opere e i giorni, il vaso (pithos, πίθος in greco antico) era un dono fatto a Pandora da Zeus, il quale le aveva raccomandato di non aprirlo. Pandora, che aveva ricevuto dal dio Ermes il dono della curiosità, non tardò però a scoperchiarlo, liberando così tutti i mali del mondo. Sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza (Elpis), che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Prima di questo momento l'umanità aveva vissuto libera da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta, e gli uomini erano, così come gli dei, immortali. Dopo l'apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza.
Con il mito del vaso di Pandora la teodicea greca assegna alla curiosità femminile la responsabilità di aver reso dolorosa la vita dell'uomo: per questo motivo il personaggio di Pandora non è dissimile da quello di Eva nel mito biblico della Genesi.
Oggi l'espressione vaso di Pandora viene usata metaforicamente per alludere all'improvvisa scoperta di un problema o una serie di problemi che per molto tempo erano rimasti nascosti e che una volta manifesti non è più possibile tornare a celare"(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera).
Si dice che la curiosità è "donna", ma pensate che sia così semplice e risolutiva la questione?
Io ho una mia "idea" a riguardo, ne vogliamo parlare? Vi aspetto...
Buon fine settimana a tutti!
Miriam


sabato 6 giugno 2009

Sassolini di mare

Mi sono sempre piaciuti i sassolini di mare, da piccola mi divertivo a cercarli tra le conchigliette e la sabbia dorata e nel raccoglierli stavo attenta a trovare le forme più strane e levigate, mi entusiasmavo quando trovavo colori nuovi che andavano dal grigio perla ai caldi Terra di Siena, dai gelidi e bianchi marmorei ai neri spruzzati di varie sfumature che ricordano preziose gocce di durissimo granito, poi gli ocra i nocciola/cioccolata, ma ogni volta, prima di metterli nel secchiello li stringevo forte forte tra le mani, annusandoli per sentire e fissare nella mente tutto il profumo del mare.
Un pomeriggio d'inizio Maggio, mentre si attendeva l'imminente arrivo dell'Estate, passeggiavo in riva al mare in compagnia dei miei nipotini, la bambina ha quattro anni e il fratellino sei anni e ho potuuto osservare che anche loro amano fare la raccolta dei sassolini di mare, esattamente come facevo io alla loro età! Quando sono in loro compagnia mi dimentico dei miei dati anagrafici e inevitabilmente e con mio grande divertimento, ogni volta devo collaborare e così, quel giorno, tra un passo e l'altro, mi chiedono il parere e l'approvazione per la scelta di un sassolino piuttosto che di un'altro, abbiamo anche inventato una piccola storia che via via andava perfezionandosi man mano che venivano nuove idee in base alla forma dei vari sassolini e del loro specifico colore.
Alla fine della passeggiata, i sassolini vengono portati nella villa poco distante, ripuliti dalla sabbia e sistemati dentro barattolini o bottigliette di vetro dove si possono aggiungere e ravvivare con margheritine del giardino o altri fiorellini selvatici. Il risultato finale è davvero sorprendente, la mia nipotina va fiera delle sue(e nostre) "creazioni", dalla trasparenza del vetro s'intravedono le varie tonalità cromatiche e le varie rugosità , mentre ultimiamo le composizioni lei si diverte a farmi da mammina e dirmi "no, così no, è meglio così!". Insomma è un po' pignola la mia bimba creativa, chissà magari un po' mi somiglia...
Quando tutti i sassolini hanno trovato dimora nei barattolini, sistemiamo la composizione sul tavolo bianco rotondo, quello che mette allegria e buon umore perchè accoglie le merende dei piccoli e vede noi grandi uniti da simpatiche e festose chiacchierate, qui amiamo sostare a lungo per sorseggiare un buon caffè e gustare qualche buon dolcetto casalingo.
Ora quei sassolini formano un allegro e simpatico centro-tavola e mentre guardo quei sassolini penso alla storia di ognuno, a quanto ha dovuto lavorare il mare per levigare e dare a tutti una forma diversa...eh già, sono davvero tutti diversi, nessuno è simile ad un altro, eppure si completano a vicenda e sembrano farsi compagnia, quasi quasi sembra di sentirli respirare e se potessero parlare sicuramente non mi stancherei di ascoltare per ore e ore la loro vera storia per carpirne il segreto che alimenta la loro tenacia e la pazienza per aver atteso con fiducia che il mare col suo movimento, completasse la sua meravigliosa opera, quella di dare a ognuno la propria essenza!

domenica 3 maggio 2009

Ciack! Si parte, anzi si riparte!

Ta-tà-tarattatà, ta-tà-tatarattatà, ta-tà-tarattarattatà! E voilà, il carrozzone è pronto, tutto è in ordine o in disordine, in fondo questo non ha molta importanza, si parte, anzi si riparteeeeeee!!!


Stavolta si va alla grande, più che mai Signori e Signore affrettatevi c'è posto per tutti, chi c'è c'è e chi non c'è pazienza! Lo spettacolo continua e chi vorrà seguire il carrozzone è libero di unirsi e partecipare, siete tutti invitati , grandi e piccini, belli o brutti, simpatici e non, alti e bassi, grassi e magri, biondi o bruni, bianchi o neri ma anche gialli, albini, rossi!


Ma quello che si richiede è però la voglia di sorridere ancora e provare entusiasmo per le cose semplici e vere, con lealtà e amore nel riscoprirsi persone nuove per riprendere il percorso intrapreso!


La vita è come un circo, continua nel reale come nel virtuale...nell'amicizia vera come nella presunta, tutti insieme in un grande e unico spettacolo dove palcoscenico è un semplice tendone , rudimentale ma affascinante, gli attori possono scambiarsi i ruoli senza presunzione e fare le comparse alternandosi a vicenda con i pagliacci di turno che con con spirito di gioco e allegria si divertono, senza mai perdere ognuno la propria identità, tutti possono proporre nuovi esilaranti numeri, tutti possono contribuire per rendere il tutto gradevole e umano!


La musica è un sottofondo vibrante e festoso, un rullio coinvolgente di tamburi, fischietti e trombette, i bambini strillano davanti alle bancarelle di zucchero filato, una vera meraviglia per i genitori...


Ma avete pagato il biglietto per partecipare? Come sono finiti? Fellini di sicuro avrebbe saputo come ovviare al problema, avrebbe allestito un nuovo enorme carrozzone di cartone e stoffa rosa con enormi fiori gialli e viola, si sarebbe poi messo lui stesso a vendere tavolette di cioccolato e candidi multicolori come lasciapassare per lo spettacolo, mentre un improvvisato giocoliere e un mangiafuoco intrattengono all'ingresso i più impazienti , distribuendo caramelle, stelle filanti e coriandoli.


Avanti signori, niente paura, c' è posto per tutti, solo un po' di pazienza!


Una volta che tutti sono riusciti ad entrare sono rimasti peròcon un palmo di naso, cercavano il loro posto in prima fila, che delusione, i pagliacci si sono divertiti e hanno fatto uno scherzo innocuo ma davvero micidiale! Hanno promesso a tutti il posto d'onore...intanto lo spettacolo inizia noncurante dello scherzo, qualcuno intanto protesta e vuole uscire per fare una denuncia affermando che così non è leale, i bambini piangono infastiditi e con nervosismo tirano la gonna della mamma per farsi prendere in braccio, qualcuno invece si gode lo spettacolo e ride di gusto!


Tutto diventa un gran caos e quello che doveva diventare un momento divertente si rivela per molti solo una grande confusione, dove i più hanno scambiato la vita per un caotico circo coinvolti e travolti dalla fretta di provare "sane" emozioni, senza prestare attenzione nei confronti dei manipolatori che hanno invertito le cose, pensando che in fondo, che male c'è a scambiare la vita per un circo?


I più ingenui pensavano che la vita fosse uno spettacolo più serio! O forse sono gli attori che non hanno studiato bene il copione e han fatto un gran pasticcio? Oh , che confusione, le trombette e i tamburi rullano festosamente, i bambini ridono, qualcuno piange, c'è qualcuno che può consolarli? Dove sono gli adulti? Come? Sono andati a giocare con i giochini elettronici e hanno lasciato i bambini da soli? La confusione aumenta, qualcuno ha le crisi di panico e si dispera, i giocolieri proseguono con i loro numeri, gli acrobati stupiscono con i doppi e tripli salti mortali, mangiafuoco fa il girotondo con i bambini in attesa che gli adulti facciano ritorno...


Lo spettacolo continua, si continua perchè il carrozzone non si può e non deve fermarsi, pazienza se non ci sono posti d'onore per nessuno, siamo tutti sullo stesso palcoscenico, liberi di continuare a seguire lo spettacolo o no, liberi anche di cambiare ruolo ma soprattutto di capire dove si nasconde lo scherzo e smascherarlo!
Dedicato con piena solidarietà a tutte le persone che hanno avuto a che fare con pagliacci abituati a scherzare con i sentimenti altrui, con l'augurio che ritrovino presto il sorriso.